Descrizione
L’opera si presenta sotto forma di due volumi riuniti in un cofanetto: il primo studia la trasformazione dell’orientalismo in arte coloniale attraverso l’esempio dei
pittori francesi partiti per il Marocco durante la colonizzazione. Il secondo volume è un dizionario di questi 470 artisti. A partire dagli anni Novanta dell’Ottocento e durante la prima metà del XX secolo, l’orientalismo artistico scomparve progressivamente per lasciare il posto all’arte coloniale. Questa evoluzione riflette una metamorfosi concettuale, ma anche politica, dell’Oriente. Questo spazio, con la sua collocazione imprecisa
che gli artisti possono popolare a piacimento con la loro fantasia, si trasforma in colonie, territori dominati dalla Francia che lavoreranno per
“pacificarli”, esplorare, inventariare. In che modo la colonizzazione influenza la pratica pittorica degli artisti? È attraverso l’esempio degli artisti partiti
per il protettorato marocchino che questo lavoro studia le differenze e le somiglianze tra orientalismo e arte coloniale. Vengono presentati diversi aspetti dell’arte coloniale: la sua istituzionalizzazione in Francia che comporta la creazione di società artistiche coloniali e la sua promozione all’interno delle esposizioni universali; le diverse tipologie di artisti che si sono recati in Marocco (persone sedentarie, viaggiatori e “turisti”); la nascita di un
ambiente artistico nel Protettorato (musei, gallerie, laboratori); l’eredità dell’orientalismo nella pittura coloniale; infine, i soggetti caratteristici di questo
movimento Il dizionario presenta le notizie biografiche dei pittori francesi partiti per il Marocco tra il 1912 e il 1956 con enfasi sul soggiorno marocchino.
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